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I
"pastori" prodotti da questo laboratorio presentano queste
caratteristiche strutturali:
“pezzi unici” realizzati con testa in terracotta,mani e piedi in
terracotta o legno (in base alla richiesta del committente), occhi
in vetro o in vetroceramica, colorazione ad acqua o ad olio, tutto
montato su corpo di filo di ferro e stoppa. Vestitura realizzata in
seta e stoffe varie.
Tutti i "pastori" hanno un'altezza variabile tra i 30 e i
50 cm.
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le pagine di Madrid
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ai Pastori di Madrid
Vai alle Scene Presepiali di Madrid
Nella
realizzazione di un pastore si affrontano con attenzione tutti i passaggi
fondamentali.
Si parte dall’argilla prelevata in pacchi semicubici e con paziente
lavoro di mano e di stecca si procede al modellato cercando di cogliere
ogni volta tutti gli aspetti plastici della statuetta,che non si limitano
esclusivamente alla resa "naturalistica". Non a caso nei tempi
d’oro di questo " mestiere" i caposcuola erano eccelsi
scultori (basti per tutti il nome di Giuseppe Sammartino) eredi
dell’insegnamento barocco.
In molti casi nell’osservare le testine dei grandi del
passato ci si accorge di trovarsi di fronte a piccoli capolavori plastici,
vere e proprie sculture in miniatura. La conoscenza del disegno e quindi
il controllo della linea che ingloba i volumi nel giro del "tutto
tondo", la capacità di giocare con l’anatomia in quelle forzature
fisionomiche che più volte danno "carattere" ad un volto, la
coscienza della "simmetria" che non preclude l’innesto di una
"nota asimmetrica" che spesso e’ la poesia di una testa. Tutti
valori,questi, propri della scultura e con cui si cerca di creare nuovi
"prototipi" cogliendo lo spirito del ‘700 e non
proponendo,come spesso si fa, pedanti copie o sfruttando vecchi
stampi tratti da pezzi antichi su cui poter ancora speculare.
Realizzata la testina in argilla s’incidono due fossette
all’altezza delle orbite; in questi vuoti saranno poi innestati gli
occhi di vetro, naturalmente dopo la cottura. Alla testina si aggiunge la
modellazione dei piedi e delle mani. Da precisare che nel ‘700 questi
elementi erano realizzati in legno (le zampe e le orecchie degli animali
erano realizzate anche in piombo) da capaci artigiani.
Per ragione di tempo e di costi già dall’Ottocento le mani e i piedi si
realizzavano in argilla. Testa, mani e piedi si mettono quindi a seccare,
processo che vede l’argilla cambiare tono e schiarirsi notevolmente.
Inoltre nell’essiccazione i pezzi tendono a restringersi e perdono circa
il 10% del loro volume. Una volta asciutti, i pezzi sono introdotti nel
forno per subire una cottura graduale che raggiunge la temperatura di 940°
per poi tornare con la stessa gradualità alla temperatura ambiente.
Ultimata la cottura si passa all’innesto degli occhi. Questi sono in
vetro, di forma semisferica. Pazienza e mano ferma sono fondamentali in
questa operazione.Una volta centrati gli occhi si procede a modellare le
palpebre utilizzando dello stucco che una volta indurito li tiene
definitivamente fermi in sede. Si arriva così alla fase della pittura.
Molte sono le considerazioni da fare su questa delicata operazione. Si
afferma che i vecchi maestri preparavano i pezzi con delle pastiglie a
base di colle animali il cui colore si fondeva con quello del pigmento.
Alternativamente si usava la pittura ad olio che è più adatta per
ottenere quelle sfumature delicate fondamentali nell’incarnato. Il
sistema più utilizzato oggi è basato sull’utilizzo dei colori
acrilici.
A dispetto
della colorazione ad olio i tempi d’essiccazione degli acrilici sono
rapidissimi e non presuppongono necessariamente una preparazione
sottostante in virtù della provata capacità di presa sulla superficie.
Dipinto il "completo" (testa, mani e piedi) si procede al
montaggio sul corpo di stoppa. Questo è costituito da un’anima di filo
di ferro ricoperto di stoppa la cui sembianza rimanda alla forma abbozzata
del corpo umano. Il montaggio si effettua con colla per fissare mani e
piedi mentre con lo spago si fissa la testa. Montato il pezzo questo passa
alla vestizione, cui è adibita una persona specifica in quanto i
requisiti per quest’operazione richiedono una sensibilità particolare e
capacità molto affine a quella del vero e proprio sarto. Importante è la
scelta delle stoffe, la conoscenza degli abiti d’epoca, la cucitura a
mano sempre più gradita di quella a macchina, molto presente oggi in virtù
di una produzione frenetica e commerciale. Vestito e montato su di una
base di legno, o atteggiato in una scenografia il pastore si mostra al
giudizio del pubblico.
Ognuno di questi passaggi è fondamentale per la buona
riuscita: il modellato, la cottura, l’innesto degli occhi,l a pittura,
la vestizione sono tutte fasi che esigono capacità, pazienza, talento e
passione, tutte qualità presenti in questo laboratorio.
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