La Scarabattola, Napoli, pastori e presepi, scene presepiali, pastori antichi e moderni, scogli, figure, scultura, restauro, arte figurativa, arte tradizionale, creta e terracotta.
 

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  I  "pastori" prodotti da questo laboratorio presentano queste caratteristiche strutturali: “pezzi unici” realizzati con testa in terracotta,mani e piedi in terracotta o legno (in base alla richiesta del committente), occhi in vetro o in vetroceramica, colorazione ad acqua o ad olio, tutto montato su corpo di filo di ferro e stoppa. Vestitura realizzata in seta e stoffe varie. Tutti i "pastori" hanno un'altezza variabile tra i 30 e i 50 cm.  
 
 
 
 
 
   

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La Scarabattola pastori e presepi

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  Nella realizzazione di un pastore si affrontano con attenzione tutti i passaggi fondamentali.
Si parte dall’argilla prelevata in pacchi semicubici e con paziente lavoro di mano e di stecca si procede al modellato cercando di cogliere ogni volta tutti gli aspetti plastici della statuetta,che non si limitano esclusivamente alla resa "naturalistica". Non a caso nei tempi d’oro di questo " mestiere" i caposcuola erano eccelsi scultori (basti per tutti il nome di Giuseppe Sammartino) eredi dell’insegnamento barocco.
  
   In molti casi nell’osservare le testine dei grandi del passato ci si accorge di trovarsi di fronte a piccoli capolavori plastici, vere e proprie sculture in miniatura. La conoscenza del disegno e quindi il controllo della linea che ingloba i volumi nel giro del "tutto tondo", la capacità di giocare con l’anatomia in quelle forzature fisionomiche che più volte danno "carattere" ad un volto, la coscienza della "simmetria" che non preclude l’innesto di una "nota asimmetrica" che spesso e’ la poesia di una testa. Tutti valori,questi, propri della scultura e con cui si cerca di creare nuovi "prototipi" cogliendo lo spirito del ‘700 e non proponendo,come spesso si fa,  pedanti copie o sfruttando vecchi stampi tratti da pezzi antichi su cui poter ancora speculare.
  
   Realizzata la testina in argilla s’incidono due fossette all’altezza delle orbite; in questi vuoti saranno poi innestati gli occhi di vetro, naturalmente dopo la cottura. Alla testina si aggiunge la modellazione dei piedi e delle mani. Da precisare che nel ‘700 questi elementi erano realizzati in legno (le zampe e le orecchie degli animali erano realizzate anche in piombo) da capaci artigiani.    Per ragione di tempo e di costi già dall’Ottocento le mani e i piedi si realizzavano in argilla. Testa, mani e piedi si mettono quindi a seccare, processo che vede l’argilla cambiare tono e schiarirsi notevolmente. Inoltre nell’essiccazione i pezzi tendono a restringersi e perdono circa il 10% del loro volume. Una volta asciutti, i pezzi sono introdotti nel forno per subire una cottura graduale che raggiunge la temperatura di 940° per poi tornare con la stessa gradualità alla temperatura ambiente. Ultimata la cottura si passa all’innesto degli occhi. Questi sono in vetro, di forma semisferica. Pazienza e mano ferma sono fondamentali in questa operazione.Una volta centrati gli occhi si procede a modellare le palpebre utilizzando dello stucco che una volta indurito li tiene definitivamente fermi in sede. Si arriva così alla fase della pittura. Molte sono le considerazioni da fare su questa delicata operazione. Si afferma che i vecchi maestri preparavano i pezzi con delle pastiglie a base di colle animali il cui colore si fondeva con quello del pigmento. Alternativamente si usava la pittura ad olio che è più adatta per ottenere quelle sfumature delicate fondamentali nell’incarnato. Il sistema più utilizzato oggi è basato sull’utilizzo dei colori acrilici.

   A dispetto della colorazione ad olio i tempi d’essiccazione degli acrilici sono rapidissimi e non presuppongono necessariamente una preparazione sottostante in virtù della provata capacità di presa sulla superficie. Dipinto il "completo" (testa, mani e piedi) si procede al montaggio sul corpo di stoppa. Questo è costituito da un’anima di filo di ferro ricoperto di stoppa la cui sembianza rimanda alla forma abbozzata del corpo umano. Il montaggio si effettua con colla per fissare mani e piedi mentre con lo spago si fissa la testa. Montato il pezzo questo passa alla vestizione, cui è adibita una persona specifica in quanto i requisiti per quest’operazione richiedono una sensibilità particolare e capacità molto affine a quella del vero e proprio sarto. Importante è la scelta delle stoffe, la conoscenza degli abiti d’epoca, la cucitura a mano sempre più gradita di quella a macchina, molto presente oggi in virtù di una produzione frenetica e commerciale. Vestito e montato su di una base di legno, o atteggiato in una scenografia il pastore si mostra al giudizio del pubblico.
  
   Ognuno di questi passaggi è fondamentale per la buona riuscita: il modellato, la cottura, l’innesto degli occhi,l a pittura, la vestizione sono tutte fasi che esigono capacità, pazienza, talento e passione, tutte qualità presenti in questo laboratorio.