La Scvarabattola la Bottega a Napoli

 vai al motore interno

 CHIARA GRAZIANI: racconto   fantastico                    entra

                

     a cura di   GERARDO PEDICINI                   entra
  intervento di Giancarlo Maresca
  note di Massimo De Chiara
                             entra

 

inaugurazione mostra:
sabato 6 dicembre 2003 ore 18.00

orari mostra:
lun-ven: 10 - 15,30
sab-dom: 10 - 13


Il giorno 6 dicembre 2003 si inaugura a Napoli, nella ex Chiesa di San Severo al Pendino nella centralissima e storica Via del Duomo, la mostra dei Fratelli Salvatore, Raffaele ed Emanuele Scuotto e del loro Laboratorio d’Arte “La Scarabattola” intitolata: “Mostro…il Diavolo”: l’inquietante  presenza del Maligno nell’Universo Artistico dei Fratelli Scuotto. L’iniziativa, realizzata con i patrocinii e i contributi  della  Regione Campania, degli Assessorati all’Artigianato e alla Cultura del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli, dell’E.R.S.V.A., della Confartigianato f.p.a. Napoli in collaborazione con il Consorzio Artigianapoli, è curata da Gerardo Pedicini con un allestimento scenografico del gruppo “Cantieri Aperti” e vanta tra i testimonial le prestigiose firme dello stilista Roccobarocco e del gioielliere Migliarotti.
All’evento è abbinata la realizzazione di un interessante catalogo, curato dal designer Massimo De Chiara con fotografie realizzate da Marco Barbaro e con un  “workinprogress” fotografico di Sergio Siano, che oltre i contributi critici e di presentazione,  è impreziosito da un racconto fantastico e dalle schede di Chiara Graziani, giornalista de “Il Mattino” di Napoli.

I fratelli Salvatore, Raffaele ed Emanuele Scuotto, con la collaborazione della loro sorella Anna, sono un gruppo di giovani artisti della tradizione che sono riusciti, in pochi anni, a sconvolgere la scena napoletana conquistata e saldamente tenuta dai più famosi, e più anziani, “maestri pastorari”. E questo grazie ad una attenta rilettura del complesso fenomeno “presepe” ed una colta riproposizione delle tematiche e degli elementi espressivi a tale ambito collegati. Più volte, essi che non sono figli d’arte benché dotati di un passato di studi artistici, si sono confrontati con una concorrenza di altissimo livello e, più volte, il loro approccio innovativo e coraggioso è risultato vincente. Come del resto in questa occasione in cui hanno deciso di affrontare una questione che in passato, da parte di autori di non poco valore, si era tentato di risolvere ma con scarso successo: l’inserimento, cioè, di figure “diaboliche” nell’impianto presepiale.

In “Mostro…il Diavolo” gli Scuotto espongono, infatti, un centinaio di piccole sculture realizzate con le tecniche del “pastore” vestito napoletano del ‘700: diavoli immaginati in fogge talvolta curiose o inaspettate, talaltra mostruose o ributtanti, talaltra ancora melliflue o ingannatrici, chiassose, rissose o burlone. Ma sempre rigorosamente e filologicamente collegate alla grande tradizione culturale della città.
Questa volta è il Maligno, umanizzato e sconfitto,  che riporta dentro la costruzione scenica dell’immaginario popolare quei  “caratteri”, vera forza espressiva del “maestro” che li realizza con realismo crudo e talvolta esasperato, atti a simboleggiare tutte le istanze, le illusioni, le vaghezze, la disperazione e le ostentazioni di un popolo da sempre sofferente.
Non si tratta, dunque, nel caso di questi giovani artisti, di un acritico rifacimento dei modelli del passato, come purtroppo una certa produzione di settore ancora ci sottopone, ma della colta applicazione di un approccio metodologico tradizionale alla realtà contemporanea. I volti, i “caratteri”, i “tipi” delle loro figure, e in questa occasione dei loro diavoli, sono quelli della folla chiassosa e caratteristica dei vicoli della città.
Ci troviamo anche, e finalmente, davanti ad un fenomeno di sperimentazione e rinnovamento effettivo e leggibile che, nel rispetto di trascorsi di alto livello culturale, ripropone un modus operandi che può, ancora una volta, risultare vincente.

Ma la mostra riserva ancora una piacevole sorpresa: i cento e più diavoli sono in realtà la cornice della vera opera d’arte: una scarpa-scultura in bronzo al cui alto tacco è aggrappato il  diavolo, quello forse più vero, costretto a subire l’umiliazione e la sconfitta perché schiacciato dal tallone della donna che, quella scarpa, calzerà. Calzerà, certo. Perché la scultura genera una scarpa vera, anch’essa esposta, che pur conservando le caratteristiche della scultura , è prodotta in serie limitata, quasi a voler ribadire simbolicamente la necessità di diffondere la lotta per la sconfitta del male. 
Tuttavia questa migrazione dell’opera da oggetto-scultura a oggetto-prodotto, oltre che provocazione intellettuale, è soprattutto un suggerimento ed un invito, rivolto alla realtà artigianale napoletana, a recuperare e sviluppare il perduto rapporto ideazione-produzione e ad ampliare la visione del mercato, proseguendo nel difficile impegno di superamento dei limiti del folclore e ricercando nuovi modi per proporre e comunicare all’esterno l’immagine vera della città.

 

 

       WORKINPROGRESS DI SERGIO SIANO            entra

               Salvatore, Raffaele ed Emanuele Scuotto: Mostro...il Diavolo
                immagini di Marco Barbaro

                Anabathro.jpg (17711 byte)      Albo Sum.jpg (14563 byte)      Antagogo.jpg (17853 byte)     Baffardello.jpg (17319 byte)    

                Cimbalo Mortincollera.jpg (15868 byte)     Coproglosso.jpg (15237 byte)      Deleto.jpg (19532 byte)     Delilà Ohneliebe.jpg (19674 byte)     
                Flagramante.jpg (13844 byte)     I sette monacielli 2.jpg (22625 byte)      Jabin Basileo.jpg (14517 byte)      Bellator.jpg (18390 byte)
                  Lucisbello.jpg (17763 byte)     Malmagistro.jpg (18029 byte)      Mangiacordio.jpg (18940 byte)      Mechamenna.jpg (27409 byte)    
 
 
 
 
 
                  Merdaleus.jpg (17151 byte)      Mermet il Nero.jpg (16473 byte)     Mules.jpg (17244 byte)     Pancoprio Susirbone.jpg (15793 byte)    
 
 
 
 
 
                  Sofistico Glauco.jpg (16374 byte)     Teopiteco e Simioforo.jpg (20977 byte)     Ungella.jpg (14107 byte)     Voraxio Draco.jpg (18740 byte)
 
 
 
 
 
                  Sinifert Calamistrum.jpg (15568 byte)     Mellitulo.jpg (18570 byte)     Lubriconio.jpg (15287 byte)     Diurnario Princeps.jpg (18198 byte)
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 Regione Campania

testo narrativo e schede in catalogo di
   Chiara Graziani
intervento dell’Avv.
   Giancarlo Maresca
fotografie catalogo
   Marco Barbaro
work in progress
   Sergio Siano
allestimento scenografico
   “Cantieri Aperti” di Riccardo Ruggiano
     e Enzo Lepre

graphic design e scheda biografica
     arch. Massimo De Chiara
rapporti Enti e Istituzioni
    Mariano De Luca
performance musicale di
 
  Marcello Colasurdo
hanno contribuito
   Rosario Bottoni: calzature
   Nicola Pisanos: accessori in rame e ferro
   Giovanni De Falco: accessori in argento

 

 Comune di Napoli
 Assessorato all’Artigianato
 Assessorato alla Cultura

  

 Camera di Commercio di Napoli

 

  E.R.S.V.A.

 

  Confartigianato f.p.a. Napoli

 

  in collaborazione con
  Consorzio Artigianapoli

Si ringraziano per la disponibilità dimostrata: il Presidente della Regione Campania On. Antonio Bassolino, il Sindaco del Comune di Napoli On. Rosa Russo Iervolino e gli Assessori Raffaele Tecce e Rachele Furfaro, il Dr. Gaetano Cola Presidente della Camera di Commercio di Napoli, il Dr. Osvaldo Bove Commissario dell’E.R.S.V.A.,  il Dr. Enrico Inferrera Presidente e Antonella Inferrera della Direzione Confartigianato f.p.a. Napoli, il Prof. Raffaele Calace Presidente del Consorzio Artigianapoli, il Dr. Dario Bello della Segreteria dell’Assessorato all’Artigianato.  Si ringraziano altresì: il Dipartimento di Moda e Costume e l’arch. Filippo Merola Dirigente dell’I.S.A. Boccioni di Napoli; Robert Leon, Claude Cassagne per il prezioso sostegno culturale dato all’iniziativa. Si ringraziano Rocco Barocco, Alessandro Migliarotti, la BFS e  i collezionisti Rizzieri Lotti, Carlo Spinelli, Anna Maglione, Brunella Brazzola, Pina Conte, Enzo Imperatore, Pasquale Mannetta, Andrea Maresca, Rocco Barocco, Raffaele Iovine, Sergio Sparice, Nicola Russo, Fulvio Foti, Oreste Pipolo, che hanno cortesemente concesso alcune delle opere esposte. Si ringrazia infine il Prof arch. Eduardo Alamaro.